“Ero e ancora sono”
Testo di Morena Fanti

Ero una bimba con buffi codini e nastri azzurri.
Mi piaceva giocare con le bambole e con gli altri bambini. Lunghe giornate di scuola, compiti e giochi quando ancora pensavo che la vita fosse quella. Ma anche tante ore in solitudine, davanti alla finestra a guardare il sole e gli altri bambini che giocavano in cortile.
Poi sono cresciuta.
Sono stata un’adolescente ribelle, jeans e camicie a fiori, senza trucco e con lunghi capelli senza nastri. Eravamo spesso in gruppo, musica in cantina e feste in casa. Compagnia e musica, musica e fumetti, libri e musica.
A volte stavo sola, però, seduta a imbastire sogni sul soffitto o nel vetro della televisione che blaterava quasi come fa ora. Dietro quel vetro c’era il mondo di allora, quel mondo che chiamava ma che sembrava irraggiungibile dall’angolo di solitudine in cui ero.
Ora sono una donna, capelli corti e passo deciso. Indosso ancora nastri azzurri: nei miei pensieri sono ancora la bimba di allora.
Mi piace ancora giocare ma ora gioco con le parole, quelle scritte.
Le scrivo, le metto in fila, in quadrato, in cerchio, poi le metto in riga. A volte sono loro a mettere in riga me. Infine le mescolo, le trito e le impasto, poi ne creo ghirlande e festoni, adorno la camera e ci gioco.
Alla fine le coloro:
che senso ha avere parole curate
miscelate
arrotondate
cesellate
se poi non sono colorate?
Ma anche ora sono spesso sola, tante ore davanti a questo schermo a guardare le parole altrui e ad immaginare chi c’è dietro questo schermo.
Non sono cambiata poi tanto. Il tempo è diverso, io sono la stessa.
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